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Cefalea, sintomi ed emotività.

Chi non ha sofferto o non soffre di cefalea? Oltre alla definizione che ci da la medicina tradizionale, proviamo a capire sul piano emotivo che relazione ci può essere.

Con il termine cefalea si indicano tutte le sensazioni dolorose circoscritte nel capo. Possono essere continue, oppure occasionali, avere intensità diverse.

La cefalea si divide in emicrania, cefalea muscolo-tensiva, cefalea a grappolo, cefalea mista, cefalea psicogena, cefalea post-traumatica tardiva.  La sequenza di eventi che scatenano questa patologia non sono ancora ben chiare, ma sembrerebbe che la cefalea sarebbe un segnale di origine nervosa, anche se vi sono altri fattori come l’insonnia, la fame, e i cambiamenti barometrici (Alta o bassa pressione) .

La medicina orientale studia da sempre lo stato emotivo del paziente per spiegare o comprendere un sintomo o una malattia. Dal punto di vista orientale , la cefalea riguarda una tensione negli aspetti del rapporto con l’autorità con il padre. Tuttavia va considerato la la localizzazione del sintomo e quello che impedisce di fare alla persona.

Nella cefalea muscolo-tensiva la persona manifesta un dolore continuo, che opprime la testa come un casco e si irradia ai muscoli del collo. Questo significa che esercita un eccessivo controllo e si impedisce di esprimere quello che è vero per lei quando si trova a dover fronteggiare l’autorità.

Nelle emicranie il dolore compare sulla fronte, la tempia e l’occhio; in questo caso la tensione è più rivolta alla parte del proprio spirito, e che va contro le proprie sensazioni. A volte può essere causato dal ruolo che vuole rivestire piuttosto di essere ciò che realmente è. Quando si manifesta anche insofferenza alla luce, nausea o vomito vi è una tensione anche tra lo spirito e la personalità.

Di fatto se vi trovate in un periodo dove gli episodi di cefalea sono frequenti , dopo aver fatto accertamenti medici, provate a pensare a livello emotivo se vi ritrovate in queste descrizioni, perchè con ogni probabilità state vivendo in modo conflittuale tutto ciò che rappresenta l’autorità. 

La maggior parte dei disturbi che abbiamo sono causati da tensioni emotive, il corpo trovando resistenza cerca di “scaricare” dove e come può ciò che stiamo vivendo sul piano emotivo.

Spesso i sintomi ci parlano, il disagio cerca sempre di gridare con tutta la sua forza, mostrandoci che siamo fuori equilibrio e non viene ascoltato.

Adottando questo punto di vista vedremo che qualsiasi malattia ci induce a compiere un viaggio alla scoperta di noi stessi, il cui innegabile risultato sarà una trasformazione della nostra vita.

Il processo di guarigione implica ovviamente che ci rendiamo conto e che cambiamo quello che non funziona per noi.  Questo pensiero può intimorire, ma allo stesso tempo ci da la consapevolezza di essere libere di scegliere ciò che è meglio per noi. A volte i sintomi sono collegati al tempo, alla semplice stanchezza, ma quando diventano insistenti, e persistenti allora dobbiamo davvero fermarci e riflettere.

Il corpo ci parla sempre, cerchiamo di ascoltarlo e di averne cura.